AFORISMI
Brevi frasi, ma credendo che molti di noi, intimamente, si possano identificare, ve li giro a lettura. Qualcuno può farli propri, altri possono rifletterci, altri ancora possono snobbarli, dipende dall’animo con cui ci si appresta a leggerli. Attendo vostri commenti.
-Non aspettare da chi non sa dare.
-Il vero essere si mostra, il vero meschino si nasconde.
-Non esiste bontà dove non c’è verità.
-Animale che puzza, animale impaurito.
-Nella presunzione dimora la mediocrità.
- L’animo puro appartiene al mondo, l’animo bieco a sé stesso.
-La bellezza della forza della vita sta alla sua comprensione.
-Dietro ad ognuno si nasconde l’altro: a volte è meglio sfuggirlo.
-La capacità del mondo nasce dal nostro essere capaci.
-Nella comprensione di sé sta il compatimento dell’altro.
-Si dice che la grandezza di un uomo si misuri dalle piccole cose.
Gli uomini misurano la loro grandezza con il metro fallico.
I limiti nelle dimensioni.
Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita. Enrico Berlinguer
martedì 24 giugno 2008
martedì 10 giugno 2008
FORESTIERO
Nella bellezza della vita, risiede il mondo di ognuno: ognuno portatore della propria verità, ognuno condizionato dalla propria abitudine e solitudine. E lì si insediano paure, per chi nell’individualità si avvinghia al certo del sé, per allontanare lo sconosciuto dell’altro.
Com’è strano questo mondo: sa strillare sguaiatamente all’uguaglianza e al rispetto, ma chiude le porte al forestiero.
Maestrale di marzo
Non è strano in natura inseminarsi al vento,
come i fiori.
Fiore è il nome del sesso delle vergini,
chi lo coglie, sfiora.
Miriam/Maria fu incinta di un angelo in
avvento
a porte spalancate, a mezzogiorno.
Il vento si avvitò al suo fianco
sciogliendo la cintura lasciò seme nel grembo.
Fu salita senza scostare l’orlo del vestito.
Al primo raccolto del grano contava tre mesi
dal maestrale di marzo che le baciò il respiro
facendola matrice di un figlio di dicembre,
che è la luna di kislev per lei Miriam/Maria
ebrea di Galilea.
In nome della madre – Erri De Luca
Com’è strano questo mondo: sa strillare sguaiatamente all’uguaglianza e al rispetto, ma chiude le porte al forestiero.
Maestrale di marzo
Non è strano in natura inseminarsi al vento,
come i fiori.
Fiore è il nome del sesso delle vergini,
chi lo coglie, sfiora.
Miriam/Maria fu incinta di un angelo in
avvento
a porte spalancate, a mezzogiorno.
Il vento si avvitò al suo fianco
sciogliendo la cintura lasciò seme nel grembo.
Fu salita senza scostare l’orlo del vestito.
Al primo raccolto del grano contava tre mesi
dal maestrale di marzo che le baciò il respiro
facendola matrice di un figlio di dicembre,
che è la luna di kislev per lei Miriam/Maria
ebrea di Galilea.
In nome della madre – Erri De Luca
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