sabato 30 luglio 2011

SENZA TE TORNAVO COME EBBRO





Senza di te tornavo, come ebbro,
non più capace d'esser solo, a sera
quando le stanche nuvole dileguano
nel buio incerto.
Mille volte son stato così solo
dacché son vivo, e mille uguali sere
m'hanno oscurato agli occhi l'erba, i monti
le campagne, le nuvole.
Solo nel giorno, e poi dentro il silenzio
della fatale sera. Ed ora, ebbro,
torno senza di te, e al mio fianco
c'è solo l'ombra.

E mi sarai lontano mille volte,
e poi, per sempre. Io non so frenare
quest'angoscia che monta dentro al seno;
essere solo.

P.P.P.

venerdì 29 luglio 2011

TEMPO A RITROSO.




Il Vecchio Professore

Gli ho chiesto di quei tempi,
quando ancora eravamo così giovani,
ingenui, impetuosi, sciocchi, sprovveduti.

E’ rimasto qualcosa, tranne la giovinezza
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto se sa ancora di sicuro
cosa è bene e male per il genere umano.

E’ la più mortifera di tutte le illusioni
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto del futuro,
se ancora lo vede luminoso.

Ho letto troppi libri di storia
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto della foto,
quella in cornice sulla scrivania.

Erano, sono stati. Fratello, cugino, cognata,
moglie, figlioletta sulle sue ginocchia,
gatto in braccio della figlioletta,
e il ciliegio in fiore, e sopra quel ciliegio
un uccello non identificato in volo
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto se gli capita di essere felice.

Lavoro
-mi ha risposto.


Alcuni miei ex assistenti,
che oramai hanno anche loro ex assistenti,
la signora Ludmila, che governa la casa,
qualcuno molto intimo, ma all’estero,
due signore della biblioteca, entrambe
sorridenti,
il piccolo Jas che abita di fronte e Marco
Aurelio.
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto della salute e del suo morale.

Mi vietano caffè, vodka e sigarette,
di portare oggetti e ricordi pesanti.
Devo far finta di non avere sentito
-mi ha risposto.

Gli ho chiesto del giardino e della sua
panchina.

Quando la sera è tersa, osservo il cielo.
Non finisco mai di stupirmi,
tanti punti di vista ci sono lassù
-mi ha risposto.


Wislawa Szymborska

domenica 24 luglio 2011

sabato 23 luglio 2011

Keith Jarrett - The Wind


Comesepotessiscegliere


Non ho più voglia di
innamorarmi...

solo al pensiero di
una che...
senza un vero
motivo...
mi invade...

e tutto distrugge...

e io lì...
...sempre quello che ama di più...

e poi tutte le
stronzate...
il pensarti...
il voler volere...
il voglio...ti
voglio
...ancora...

no...non ho
voglia di
innamorarmi...

e di perdermi...

... ho solo
voglia di
te...


H. C. Bukowski

giovedì 14 luglio 2011





Mute le corde.
La musica sapeva
quello che sento.

J. L. Borges

venerdì 8 luglio 2011



Un uccello azzurro

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c'è lui

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all'aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste

poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l'ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?


Charles Bukowski

Leonard Cohen.Bird on the Wire. London. 2008



UCCELLO SUL FILO

Leonard Cohen

Come un uccello sul filo
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.
Come un verme sull'amo
Come un cavaliere in qualche libro antico e fuori moda
Ho conservato i miei brandelli per te.

Se non sono stato giusto
Spero tu possa lasciar correre
Se non sono stato sincero
Spero tu sappia che non mi rivolgevo a te.

Come un bimbo nato morto
Come una bestia col corno
Ho lacerato chiunque cercasse di raggiungermi.
Ma giuro su questa canzone
E su tutto ciò che ho fatto di sbagliato
Che rimetterò ogni cosa a te.

Ho visto un mendicante appoggiato alla sua stampella di legno
Mi ha detto: "Non devi chiedere tanto."
E una graziosa donna affacciarsi dalla sua porta buia,
Mi ha urlato: "Perché non chiedere di più?"

Come un uccello sul filo
Come un ubriaco in un coro di mezzanotte
Ho cercato a modo mio di essere libero.

giovedì 7 luglio 2011

PASSIONE - Canio Loguercio, Peppe Servillo, Maria Pia De Vito



Come si diventa marxisti?

Come sono diventato marxista?
Ebbene… andavo tra fiorellini candidi e azzurrini di primavera,
quelli che nascono subito dopo le primule,
– e poco prima che le acacie si carichino di fiori,
odorosi come carne umana, che si decompone al calore sublime
della più bella stagione –
e scrivevo sulle rive di piccoli stagni
che laggiù, nel paese di mia madre, con uno di quei nomi
intraducibili si dicono “fonde”,
coi ragazzi figli dei contadini
che facevano il loro bagno innocente
(perché erano impassibili di fronte alla loro vita
mentre io li credevo consapevoli di ciò che erano)
scrivevo le poesie dell’“Usignolo della Chiesa Cattolica”;
questo avveniva nel ‘43:
nel ‘45 “fu tutt’un’altra cosa”.
Quei figli di contadini, divenuti un poco più grandi,
si erano messi un giorno un fazzoletto rosso al collo
ed erano marciati
verso il centro mandamentale, con le sue porte
e i suoi palazzetti veneziani.
Fu così che io seppi ch’erano braccianti,
e che dunque c’erano i padroni.
Fui dalla parte dei braccianti, e lessi Marx.
[…]


Pier Paolo Pasolini
da Poeta delle Ceneri - Bestemmia

Sig.ra George Reece

A questa generazione vorrei dire:
...mandate a memoria anche solo pochi versi
di verità o bellezza.
Vi potrebbero servire nella vita.
Mio marito non ebbe nulla a che fare
con il fallimento della banca - era solo cassiere.
Il crac fu dovuto al presidente, Thomas Rhodes,
e al suo fatuo figlio senza coscienza.
Però hanno mandato in prigione mio marito,
e io sono stata abbandonata coi bambini
da nutrire e vestire e dargli un'istruzione.
E io l'ho fatto, e li ho avviati nel mondo
tutti puliti e forti,
e tutto per merito della saggezza di Pope, il poeta:
"Fai bene la tua parte, sta lì tutto l'onore".


Edgar Lee Master