sabato 29 dicembre 2012

venerdì 2 novembre 2012

Il vento tra le canne

Se avessi il drappo ricamato del cielo, intessuto dell'oro e dell'argento e della luce, i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte dai mezzi colori dell'alba e del tramonto, stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi: invece, essendo povero, ho soltanto i sogni; e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi; cammina leggera, perché cammini sui miei sogni. - William Butler Yeats -

mercoledì 24 ottobre 2012

SONO ANDATO A LETTO PRESTO




«Per lungo tempo sono andato a letto presto la sera» Marcel Proust

lunedì 3 settembre 2012

Iosif Brodskij, frammento finale dalle Fondamenta Degli Incurabili, let...


Non dimenticarmi, perdio, io ti amo un milione di volte più di tutti gli altri presi insieme. Non m'interessa vedere nessuno, non ho voglia di parlare con nessuno all'infuori di te. Ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio, ti bacio. Vladimir Majakovskij a Lili Brik

mercoledì 22 agosto 2012

Esther - Yann Tiersen



Avrei voluto scriverti, stasera, quei pensieri che in me non smettono, dirteli uno a uno, dirti fino a dove si spingono i desideri che, senza tregua, affollano le mie giornate.

mercoledì 1 agosto 2012

Al mare - Aleksander Puskin

Addio, libero elemento! Per l'ultima volta davanti a me Tu fai scorrere le onde azzurre E risplendi di orgogliosa bellezza. Come il malinconico mormorio di un amico, Come il suo richiamo nell'ora dell'addio, Il tuo triste rumore, il tuo rumore che invoca Io l'ho sentito per l'ultima volta. Meta desiderata della mia anima! Come sovente lungo le tue rive Ho errato cheto e cupo, Oppresso da una sacra idea! Come ho amato i tuoi richiami, I sordi suoni, la voce dell'abisso E il silenzio nell'ora della sera, E le tue capricciose raffiche! La pacifica vela dei pescatori, Custodita dal tuo capriccio, Scivola maestosa fra le onde: Ma tu ti sei messo a giocare, incontenibile, E affonda uno sciame di vascelli. Non sono riuscito ad abbandonare per sempre La riva immobile, a me noiosa, A salutarti con gli entusiasmi E a dirigere sui tuoi flutti La mia corsa poetica! Tu mi aspettavi, mi chiamavi... io ero incatenato; Voleva strapparsi l'anima mia : Incantato da una potente passione, Io rimasi presso le rive... Che cosa rimpiangere? Dove ora dovrei Dirigere il mio spensierato cammino? Un solo oggetto nel tuo deserto Stupirebbe la mia anima. Una roccia, sepolcro della gloria.. Là si sono immersi nel freddo sonno I giganti del ricordo: Là si è spento Napoleone. Là egli è morto fra i tormenti. E dopo di lui, come rumore di tempesta, Un altro genio è galoppato via da noi, Un altro dominatore delle nostre menti. E' scomparso, pianto dalla libertà, Lasciando al mondo la sua ghirlanda. Rumoreggia, agitati in tempesta: Egli è stato, mare, il tuo cantore. La tua immagine era impressa in lui, Egli è stato creato dal tuo spirito: Come te, potente, profondo e tenebroso, Come te, non domabile da niente. Il mondo è rimasto vuoto... Ora, dove Mi dovresti portare, oceano ? Il destino degli uomini è ovunque lo stesso: Dove c'è il bene, là, già di sentinella C'è la civilizzazione o il tiranno. Addio dunque, mare ! Non dimenticherò La tua trionfale bellezza E a lungo, a lungo, io udirò Il tuo rombo, nelle ore della sera. Nei boschi, nei deserti silenziosi Porterò, colmo di te, Le tue rocce, i tuoi golfi, E lo scintillio, e l'ombra, e la parola delle onde #### (foto di Corrado Giulietti)

mercoledì 25 luglio 2012

da La luna blu - M. Bisotti

Vorrei stare in un altro posto ma non so dove e non saprei con chi se non ci fossi tu. C’è chi ti ruba l’aria e chi te la ridà, dosandola in quel modo così perfetto da insegnarti a respirare” E così oggi ti dedico un pensiero. Piccolo piccolo. Impercettibile. Potresti essere come me, cercare il perché di ogni cosa, stremata, fino a comprendere che non sempre c’è un perché a tutte le infinite domande che si affacciano alle finestre del tempo. E ogni tanto il dolore si trasforma in rabbia, e ogni tanto la rabbia si trasforma in dolore, e ogni tanto le parole perdono il loro significato originale per lasciare originale solo la nostra condizione del cuore. E così oggi ti dedico un respiro, profondo e leggero, impalpabile. Potresti essere come me, sentire la necessità di scrivermi nei momenti di estrema serenità, quando prendi il sole e una coccinella ti si posa sul braccio, sorridi e vorresti mostrarmela, appoggiarla lievemente sul rosmarino e bere il tuo sorso di birra ormai calda, e sentire il profumo del pesce in lontananza a condire una cena di attenzioni. Buone, finalmente. Per dimostrare che non è per necessità che vuoi assaggiare una vita ma per l’emozione di sapere che solo i morsi dell’amore levano la fame. E così oggi ti dedico una canzone, lenta, sensuale, incalzante. Potresti essere come me, mentre ti scopri a stonare con gusto le note esplosive della realtà, senza perdere mai di vista il bambino sulla spiaggia. Senza farlo piangere a causa di speranze sbagliate in cui riporre le mani e farsele mozzare da cruente verità. E con le migliori intenzioni insegnarmi a camminare su terreni sconosciuti, sapendo che anche al buio seguirei i tuoi passi, forse non senza paura ma vincendola ad ogni passo in più, impazzendo per l’intreccio dei tuoi piedi con la mia ombra, senza derive verso le false libertà. E così oggi ti dedico un’emozione, viscerale, cosmica, dolceamara follia. Potresti essere come me, mentre urli a squarciagola al tempo e metti a soqquadro i lamenti delle poesie perdute per ritrovarle sul palmo della mano, nelle linee della mia, dove il solletico che ti sfiora è la risata del destino che gira la testa e si arrende, consenziente a questo amore. E così oggi ti dedico una notte. Libera, silenziosa, bellissima. Potresti essere come me, mentre la tua anima spara vibrante fuochi d’artificio che non morranno dopo mezzanotte ma conterranno gli spasmi di sospiri dei piacere tuoi, miei e delle stelle. E quando mi parli nel sogno non darmi ragione svegliandomi senza esserci, lì con uno sguardo innocente e allo stesso tempo terribilmente sensuale da riempirmi i bordi e i contorni della mente, per non farmi pensare a niente, a nient’altro se non che a svestire il pudore, a sudar liquido su lenzuola distese su un’estasi perfetta. E così oggi ti dedico un mattino, fresco, avvolgente, puro. Potresti essere come me, con lo sguardo nel colore di un caffè a fumare previsioni del giorno senza che importi niente alla mente di sapere se piove oppure no, e nella musica della radio la traccia nascosta di un paradiso terrestre normale, niente alberi proibiti su cui lanciarsi per fare uno sgarro all’entusiasmo della quotidianità, alla pace di un ritorno dopo l’altro, senza curve d’assenza, senza picchi e ripartenze e addii traditi a riconferma di atti mancati. Ma tu non sei come me. Ma io ti volevo lo stesso con me. A dedicarti la mia vita. A farmi dire: – vorrei stare in un altro posto ma non so dove e non saprei con chi se non ci fossi tu. A farmi dire di quelle finestre aperte appena dietro la mia ombra che focalizzano lo sguardo sui paesaggi delle anime, su quelle ricchezze naturali che ci portano alla gioia e non hanno niente a che vedere con quello che possiamo comprare, perché la gioia non è artificiale, è nello spendere se stessi per qualcuno e nel trovare il proprio demone negli occhi dell’altro, come talento sconfinato d’amore.

domenica 1 luglio 2012

Joe Cocker - You are so beautiful (nearly unplugged)




Cosa che va oltre all'irragionevolezza dell'amore?

sabato 30 giugno 2012

Paolo Fresu - Passalento




Non ci si crede a raccontar bugie.

sabato 2 giugno 2012

Non bastano parole e il silenzio rimane solo .

martedì 3 gennaio 2012