Libertà condivisa, l’unica possibile”
Cacciari e Zoggia alla chiusura di “Un treno per l’Europa”
“L’Europa non è una questione di tifo e la sua storia non va mitizzata”. Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, si rivolge così alle centinaia di ragazzi e ragazze che affollano la Scuola di San Giovanni Evangelista. Senza giustificazionismi e con la sua solita schiettezza, ripercorre le tappe della storia dell’Unione Europea, figlia “di un naufragio e della consapevolezza di una sconfitta”.
“Si partì da qualcosa di estremamente concreto, il carbone e l’acciaio. All’inizio l’Europa si unì sotto la spinta del denaro, non certo sotto quella ideologica”. Ed oggi, a decenni di distanza, dopo la caduta del muro di Berlino, quali sono le prospettive e le sfide dell’UE? Per Cacciari non ci sono dubbi , “l’UE deve sollecitare la nascita di spazi di relazione e controllo del mercato internazionale, un freno necessario al lassaiz-faire che ha portato all’attuale crisi economica. Questo è l’unico modo di non diventare periferia”.
La priorità è “ritrovare la vocazione alla ricerca e all’ironia, il più europeo di tutti i beni”. La metà resta la scoperta della propria identità, “ cui si arriva solo mediante il riconoscimento dell’altro”. E l’altro, nella visione di Cacciari, è il diverso, il povero, il più debole. “Non sei libero finchè non lo sono tutti. Non si vive bene all’inferno, avendo sotto gli occhi bambini che muoiono di fame. Il nostro compito è dare risposta all’altro e, quando ciò non è possibile, soffrirne”.
Lo Stato dovrà sempre fare i conti con la vita “che è anarchica, che travolge tutto. Stato: che brutta parola. Fa pensare a qualcosa di immobile. Perché non chiamarlo “divenire”?”. E a questo punto quale sarà il ruolo della politica? Cacciari focalizza la sua attenzione su uno dei tasti più dolenti, il rapporto fra politica e giustizia. Questo non è un ambito in cui legiferare a caso, “la politica si deve fare arbitro, e non spetta certo all’arbitro scegliere le formazioni, lui fa solo in modo che le regole siano rispettate”.
“Il compito del Partito Democratico è chiamare a se le intelligenze migliori, che guarda caso sono quasi sempre i più giovani” conclude il sindaco di Venezia guardando la sua giovanissima platea.
Fra gli interventi di chiusura anche quello di Davide Zoggia, presidente e candidato della provincia di Venezia. Per lui la parola d’ordine è “territorio”. “In questi mesi di crisi –afferma- mentre il governo pensava a pagare il dazio a Bossi e alla lega sperperando centinaia di milioni di euro, tanto amministratori si lambiccavano il cervello per trovare delle soluzioni”. E il PD, secondo Zoggia “l’unica vera novità nel panorama politico italiano”, ha in se la forza per fare la differenza in questo momento di difficoltà, è necessario però un nuovo approccio, a cominciare dalla campagna elettorale europea: “Queste elezioni Europee, pensiamo a vincerle”.
Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita. Enrico Berlinguer
martedì 28 aprile 2009
venerdì 24 aprile 2009
Per tutte le Donne, che si rispecchiano nella Giornata del 25 Aprile, e non solo.
Maestre del secolo scorso
Anni di guerre
e le donne vestivano il nero.
Donne, compagne nei boschi,
veloci pedali di staffetta.
Donne, a fabbricar le armi,
a lavorare i campi,
a cercar nella dignità di donne,
la libertà di cittadine.
E la speranza, che non è utopia
ed è donna,
suscita la rossa passione di vita
e sconfigge l’oscurità profonda
che dissangua il mondo.
Donne, dal coraggio civile
seguono il cuore corazzato di vita.
Donne, maestre passate
con le passioni del secolo scorso.
Maestre del secolo scorso
Anni di guerre
e le donne vestivano il nero.
Donne, compagne nei boschi,
veloci pedali di staffetta.
Donne, a fabbricar le armi,
a lavorare i campi,
a cercar nella dignità di donne,
la libertà di cittadine.
E la speranza, che non è utopia
ed è donna,
suscita la rossa passione di vita
e sconfigge l’oscurità profonda
che dissangua il mondo.
Donne, dal coraggio civile
seguono il cuore corazzato di vita.
Donne, maestre passate
con le passioni del secolo scorso.
lunedì 20 aprile 2009
venerdì 17 aprile 2009
SOGNO
Salgo in macchina ogni giorno ed ogni giorno penso ad una partenza. Sogno un lungo viaggio sola, accompagnata dalla musica che mi fa pensare, piangere, urlare e la capote abbassata mi fa scarmigliare i capelli, mi fa baciare dal sole, mi fa sentire gli odori di vita. Sogno chilometri di strade, di paesaggi che si trasformano ai miei occhi, occhi curiosi, attenti a fissarne ogni veduta nei colori mutevoli della terra, nel regalo del mondo nel mio viaggio, viaggio che costeggia il mare, per portarmi a quel mare che non ho ancora visto, a quell’immenso azzurro mare che attende inquieto il mio arrivo per sentirne i miei piedi entrare nelle sue acque, per gioire nella danza del gioco dell’onda…per essere l’onda che appartiene a quel mare. Sogno un lungo viaggio…che fiancheggia il mare.
Salgo in macchina ogni giorno ed ogni giorno penso ad una partenza. Sogno un lungo viaggio sola, accompagnata dalla musica che mi fa pensare, piangere, urlare e la capote abbassata mi fa scarmigliare i capelli, mi fa baciare dal sole, mi fa sentire gli odori di vita. Sogno chilometri di strade, di paesaggi che si trasformano ai miei occhi, occhi curiosi, attenti a fissarne ogni veduta nei colori mutevoli della terra, nel regalo del mondo nel mio viaggio, viaggio che costeggia il mare, per portarmi a quel mare che non ho ancora visto, a quell’immenso azzurro mare che attende inquieto il mio arrivo per sentirne i miei piedi entrare nelle sue acque, per gioire nella danza del gioco dell’onda…per essere l’onda che appartiene a quel mare. Sogno un lungo viaggio…che fiancheggia il mare.
giovedì 16 aprile 2009
LA SERENISSIMA
Nella notte, nell’ immobilità della città svuotata, in cui solo i passi che ne scandiscono il tempo e lo sciabordio dell’acqua che batte sulle fondamenta ne sono gli unici rumori, l’anima bussa e ritrova se stessa. Luci assonnate, velate, si riflettono, ondeggiando in forme distese e diluite , e non intimidisce la sua elegante decadenza, bensì si esalta la bellezza che solo gli anni sanno arricchire.
Attimi eterni, e la magia che esce dal mistero dell’umano trova, nell’unica città, il suo puro talento, e si diffonde la percezione col mondo.
Ogni nottte,nell’incantato silenzio, il chiasso e il caos del giorno si spengono, offrendone il meritato riposo.
Nella notte, nell’ immobilità della città svuotata, in cui solo i passi che ne scandiscono il tempo e lo sciabordio dell’acqua che batte sulle fondamenta ne sono gli unici rumori, l’anima bussa e ritrova se stessa. Luci assonnate, velate, si riflettono, ondeggiando in forme distese e diluite , e non intimidisce la sua elegante decadenza, bensì si esalta la bellezza che solo gli anni sanno arricchire.
Attimi eterni, e la magia che esce dal mistero dell’umano trova, nell’unica città, il suo puro talento, e si diffonde la percezione col mondo.
Ogni nottte,nell’incantato silenzio, il chiasso e il caos del giorno si spengono, offrendone il meritato riposo.
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