PROVOCAZIONE
Capisco di poter essere provocatoria, un po' retrò? demodé? nostalgica?
Forse tutto questo, ma c'è bisogno di riscoprire e ricordare che non dobbiamo mai perdere i riferimenti da cui proveniamo, che la libertà corrisponde al primo diritto di qualsiasi cittadino e il dovere di quest'ultimo sta nel non dimenticare mai che ogni giorno si deve nascere liberi.
FISCHIA IL VENTO INFURIA LA BUFERA
Fischia il vento ed infuria la bufera
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir
...a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir
Ogni contrada è patria del ribelle
ogni donna a lui dona un sospir
nella notte lo guidano le stelle
forte il cuor e il braccio nel colpir
...nella notte lo guidano le stelle
forte il cuor e il braccio nel colpir
E se ci coglie la crudele morte
dura vendetta fara dal partigian
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile traditor
...ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile traditor
Cessa il vento, calma è la bufera
torna a casa il fiero partigian
sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, e alfin liberi siam!
...sventolando la rossa sua bandiera
vittoriosi, e alfin liberi siam!
Fischia il vento ed infuria la bufera
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir
...a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell'avvenir
Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita. Enrico Berlinguer
martedì 30 settembre 2008
lunedì 8 settembre 2008
LETTERA APERTA A ANDREA CAUSIN, Consiliere Provinciale di Venezia
Egregio Dottor Causin,
sabato scorso, su La Nuova Venezia, ho letto l’articolo riguardante la proposta dell’ Assessore all’Istruzione della nostra regione, la Signora Elena Donazzan, la quale afferma di voler introdurre l’insegnamento, attenzione insegnamento, della religione cristiano cattolica nelle scuole, rendendola obbligatoria a tutti gli studenti, sostituendo l’ora scolastica di Educazione civica ed assurge che, la religione cattolica rappresenta “un ben preciso modello culturale di riferimento”. Puntualizzazione del tutto personale: è lei, come referato, che stabilisce quale sia la differenza tra i valori morali, religiosi e culturali, più alti e di riferimento, tra le varie religioni?
Il giornalista, come avrà notato, ha suddiviso l’articolo tra chi si ritene imbarazzato per la proposta, tra cui il presidente della regione Galan, chi si colloca in una posizione ibrida, praticamente Lei, chi la sostiene e chi invece ne è totalmente contrario, il Vice Presidente della Provincia, Dottor Ferrazzi. Ed è sorto in me un moto di disappunto nel notare che, anche in questo, il PD non trova comunione di intenti, idee e programmi per creare azione di contrasto, forte e decisa, a quanto questo governo, fatto di revisionismi e di moti reazionari, ci sta propinando.
Condivido il parere del dirigente, la signora Palumbo, nel portare all’interno delle scuole la storia delle religioni, peraltro una decina d’anni fa, in una scuola elementare di Torino, avevo dato anch’io la medesima indicazione alla allora direttrice didattica, convinta che stia alla base di ogni civiltà, sopratutto in un paese sempre più multirazziale come il nostro, sviluppatosi sulle basi di una Costituzione fondata sulla laicità dello Stato, mettere a confronto le varie etnie dando l’opportunità alle generazioni future, per una convivenza civile e di rispetto reciproco, di conoscere in modo più approfondito e corretto le analogie e/o differenze tra le religioni appartenenti ai vari popoli e farne di queste dei valori aggiunti.
Il mio avvilimento nel leggere l’articolo sta nell’apprendere che, tra lei e il Vice Presidente della Provincia, Dottor Ferrazzi, non vi sia una linea comune sull'argomento, ma che ognuno di voi, pur essendo appartenenti allo stesso schieramento politico, nella stessa regione e provincia, mettiate in evidenza le vostre opinioni discordanti e non quello che dovrebbe essere un programma unico e comune di una politica in cui i cittadini si possono rispecchiare. Quanto viene percepito corrisponde ad un lassismo generale da parte del Partito Democratico, suddiviso al suo interno in tante correnti, in cui risulta che le differenze di pensiero e di piano politico tra i due grandi schieramenti, centro destra e centro sinistra, si assottigliano sempre più, lasciando alla forza di governo un maggiore spazio di azione. E’ scomparsa dalla politica della sinistra, o meglio del centro sinistra, la forza nella capacità di creare la vera opposizione politica, che ha determinato la democrazia, nella sua accezione più pura, nel nostro paese.
La scuola, come istituzione primaria per la formazione civica e civile dei nostri figli, con le ultime proposte del ministro Gelmini, dal reinserimento del grembiule, all’insegnante unico, a quest’ultima, sta subendo degli scossoni dai quali difficilmente riusciremo ad uscirne e, nella prospettiva che questo governo porterà avanti la cosa pubblica per altri cinque anni, sono convinta che, se non viene fatta una battaglia politica seria, con intenti programmatici e di discussione comuni all’interno del centro sinistra, il paese subirà un arretramento, non solo di tipo economico, di cui già ne stiamo già subendo le conseguenze, ma di quei valori che sono stati frutto di lotte politiche e popolari che hanno reso l’Italia un grande paese democratico.
AugurandoLe Buon Lavoro,
Mariangela Chiuso
Egregio Dottor Causin,
sabato scorso, su La Nuova Venezia, ho letto l’articolo riguardante la proposta dell’ Assessore all’Istruzione della nostra regione, la Signora Elena Donazzan, la quale afferma di voler introdurre l’insegnamento, attenzione insegnamento, della religione cristiano cattolica nelle scuole, rendendola obbligatoria a tutti gli studenti, sostituendo l’ora scolastica di Educazione civica ed assurge che, la religione cattolica rappresenta “un ben preciso modello culturale di riferimento”. Puntualizzazione del tutto personale: è lei, come referato, che stabilisce quale sia la differenza tra i valori morali, religiosi e culturali, più alti e di riferimento, tra le varie religioni?
Il giornalista, come avrà notato, ha suddiviso l’articolo tra chi si ritene imbarazzato per la proposta, tra cui il presidente della regione Galan, chi si colloca in una posizione ibrida, praticamente Lei, chi la sostiene e chi invece ne è totalmente contrario, il Vice Presidente della Provincia, Dottor Ferrazzi. Ed è sorto in me un moto di disappunto nel notare che, anche in questo, il PD non trova comunione di intenti, idee e programmi per creare azione di contrasto, forte e decisa, a quanto questo governo, fatto di revisionismi e di moti reazionari, ci sta propinando.
Condivido il parere del dirigente, la signora Palumbo, nel portare all’interno delle scuole la storia delle religioni, peraltro una decina d’anni fa, in una scuola elementare di Torino, avevo dato anch’io la medesima indicazione alla allora direttrice didattica, convinta che stia alla base di ogni civiltà, sopratutto in un paese sempre più multirazziale come il nostro, sviluppatosi sulle basi di una Costituzione fondata sulla laicità dello Stato, mettere a confronto le varie etnie dando l’opportunità alle generazioni future, per una convivenza civile e di rispetto reciproco, di conoscere in modo più approfondito e corretto le analogie e/o differenze tra le religioni appartenenti ai vari popoli e farne di queste dei valori aggiunti.
Il mio avvilimento nel leggere l’articolo sta nell’apprendere che, tra lei e il Vice Presidente della Provincia, Dottor Ferrazzi, non vi sia una linea comune sull'argomento, ma che ognuno di voi, pur essendo appartenenti allo stesso schieramento politico, nella stessa regione e provincia, mettiate in evidenza le vostre opinioni discordanti e non quello che dovrebbe essere un programma unico e comune di una politica in cui i cittadini si possono rispecchiare. Quanto viene percepito corrisponde ad un lassismo generale da parte del Partito Democratico, suddiviso al suo interno in tante correnti, in cui risulta che le differenze di pensiero e di piano politico tra i due grandi schieramenti, centro destra e centro sinistra, si assottigliano sempre più, lasciando alla forza di governo un maggiore spazio di azione. E’ scomparsa dalla politica della sinistra, o meglio del centro sinistra, la forza nella capacità di creare la vera opposizione politica, che ha determinato la democrazia, nella sua accezione più pura, nel nostro paese.
La scuola, come istituzione primaria per la formazione civica e civile dei nostri figli, con le ultime proposte del ministro Gelmini, dal reinserimento del grembiule, all’insegnante unico, a quest’ultima, sta subendo degli scossoni dai quali difficilmente riusciremo ad uscirne e, nella prospettiva che questo governo porterà avanti la cosa pubblica per altri cinque anni, sono convinta che, se non viene fatta una battaglia politica seria, con intenti programmatici e di discussione comuni all’interno del centro sinistra, il paese subirà un arretramento, non solo di tipo economico, di cui già ne stiamo già subendo le conseguenze, ma di quei valori che sono stati frutto di lotte politiche e popolari che hanno reso l’Italia un grande paese democratico.
AugurandoLe Buon Lavoro,
Mariangela Chiuso
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