
Inviata al Comitato "La Nuova Stagione" il 17/09/07
La situazione mirese
Egregio Sindaco, Buongiorno Walter,
Sono una cittadina quarantaquattrenne mirese, del veneziano.
Non so se avrai occasione di leggere questa mia, comprendendo il periodo credo sia difficile poterlo fare, ma visto che molti anni fa ti scrissi in via delle Botteghe Oscure per esprimerti il mio dissenso alla guerra dei balcani, e colgo ora l’occasione per ringraziarti della risposta che mi hai inviato, ho creduto anche in quest’occasione di dare scritto al mio dolore.
Il problema è un po’ complesso: ha inizio con la campagna elettorale delle ultime comunali di Mira o forse ancor prima.
Non so se hai avuto occasione di venire a conoscenza che, con le ultime elezioni in causa, le storiche cittadine veneziane, da sempre governate dalla sinistra, hanno perso la maggioranza comunale, si tratta di Chioggia e Campa Lupia. Noi a Mira, con molta sofferenza, siamo riusciti a mantenerla, ma ne stiamo pagando le spese su più fronti.
Il sindaco in carica era il diessino Roberto Marcato, il quale, non riconosciuto dalla maggioranza di partito, non è stato riproposto per il rinnovo della candidatura; il rappresentante indicato alla carica più alta della città è stato Michele Carpinetti. La Margherita, non sostenendo la candidatura del Carpinetti, ha quindi proposto un suo candidato, Renato Martin; anche il Marcato non ha individuato in Carpinetti il suo successore e si è presentato da solo. La sinistra a quel punto esponeva tre candidati a sindaco, necessitava quindi dare validità ad un nome unico e unica soluzione al problema, la corsa alle primarie.
Tra i tre contendenti il vincitore è stato, per 17 voti, il Carpinetti: la Margherita, assieme a Rifondazione Comunista, a quel punto, hanno appoggiato la candidatura del diessino.
Marcato, chiaramente non soddisfatto del risultato ottenuto, addirittura parlando di brogli elettorali, creando una lista civica, si è proposto alle elezioni, malgrado avesse sottofirmato un accordo nel quale si dichiarava che il vincitore tra i tre sarebbe stato l’unico candidato della sinistra. Insomma , una vergogna per Mira e per il partito in primis. Ora abbiamo l’ex sindaco diessino che in sala consigliare è opposizione al sindaco diessino! Si democrazia, ma questa è una barzelletta.
Il Marcato, nel nostro territorio è molto conosciuto, alle scorse elezioni aveva avuto un plebiscito di voti quindi, dopo le ultime vicende, le sezioni DS a Mira, che sono ben nove, ma soprattutto quella di Mira Taglio, hanno subito una netta spaccatura.
Comprenderai bene che tutto questo bailamme è andato a ripercuotersi negativamente sui nuovi insediamenti comunali, per non contare poi che la mozione Angius, promotore per il Veneto Walter Vanni, a Mira ha avuto una alta adesione, quindi, al momento delle nomine comunali diatribe su cariche ed incarichi e vecchi screzi tra compagni, hanno trovato il loro culmine per non concludere nulla di veramente costruttivo, anzi solo faziosità.
Prima domanda: in tutto questo caos, dov’è la direzione del partito?
I presupposti per dare un segno forte di cambiamento e innovamento a questa situazione oramai di abbandono, c’erano! Stava nascendo un nuovo partito, la cui apertura alla società civile da tempo delusa e demotivata , poteva finalmente rivoluzionare questi sistemi fatti di molte spartizioni ed arroccamenti.
Durante la campagna elettorale avevo dato sostegno ad una giovane candidata, successivamente eletta consigliera e attraverso questo coinvolgimento, affiancato all’elezione di un’altra giovane con il successivo referato di assessora, uniche donne rimaste attive nella sezione, entrambe con ruoli in direttivo provinciale, abbiamo cercato di dare maggiore forza sia alla sezione del partito sia al sostegno nel convincimento di rinnovo tramite il PD.
Nel frattempo, per vie traverse, le due nuove insediate sono venute a conoscenza, senza nessun tipo di coinvolgimento e di consultazione nei loro confronti, che le nomine per il comitato promotore sono state fatte, annettendo tra l’altro, in un primo tempo, un certo personaggio, quasi ottantenne, che era stato espulso dal partito alcuni anni or sono.
Parlare a questo punto di rinnovamento della politica, riammettendo sedicenti personaggi, senza rendere partecipi sulle scelte le uniche due donne DS elette in fase di consultazione elettorale, mi sembra veramente una posizione assurda e vergognosa, per non dire offensiva, proprio in vista del PD.
Decidiamo quindi di dare una risposta a questa arroganza maschile e maschilista, pensando ad una lista, sempre di appoggio a Veltroni, ma costituita da giovani e donne.
Nel frattempo, la segreteria DS mirese, dopo un’estenuante riunione, annuncia i nomi di chi ritiene opportuno candidare per la formazione del comitato promotore comunale per il pd: nell’ annovero c’è anche quello dell’assessora di cui sopra, la quale da subito ringrazia ma non si sente di dare la sua disponibilità; la consigliera, visto i precedenti, non aveva dato la sua adesione e visto il momento d’empasse, la soluzione alternativa, come numero donna, sono io, che per patti e accordi presi in antecedenza, mi autoelimino. Insomma, in seguito ad un pesante e deprimente negoziato, si arriva alla conclusione che assessora, consigliera e segretario provinciale giovanile, sono tra il comitato promotore di Mira , e il 10 agosto viene presentato in tutta la sua interezza: da lì avrebbe dovuto avere inizio, un alacre e stimolante lavoro, avviato già con molto ritardo rispetto a moltissime realtà italiane.
Il numero dei componenti del comitato promotore è più di 20.
Alla fine, la nostra lista giovani e donne non ha avuto modo di concretizzarsi : i troppi voti richiesti per ottenere almeno un eletto, ci hanno disilluso sulla possibilità di continuare nel nostro progetto, ma la cosa peggiore è che tra i componenti del comitato promotore è venuta a mancare quella motivazione sana e costruttiva per dare il via a questo che dovrebbe corrispondere ad un grande progetto di alternativa e di alternanza a vecchi sistemi di partito.
Il motivo vero dell’ insufficiente desiderio e volontà nella costituzione di iniziative, di coinvolgimento della cittadinanza, di allargamento e di appartenenza al paese, di confronto e di vero rinnovamento e innovamento, sta proprio nella convinzione di una perseverante continuità del vecchio sistema di appartenenza.
Seconda domanda: come mai e perché, al di là delle numerose liste che concorreranno, si è ritenuto opportuno mantenere le liste chiuse ? questa scelta, proprio per i motivi di cui sopra, può essere la svolta innovativa del sistema politico italiano, se si rimane legati ad un capolista? Scusami, ma non credo!
Il comitato ad ogni incontro si spopola sempre più: tra i promotori, soprattutto in casa DS, vale la convinzione che i giochi siano già stati decisi.
La percezione che si ha, e che purtroppo va oltre alla grande ideologia che dovrebbe accomunare tutti, è di un rimestamento delle carte, di una corsa a chi è già imbastito nel potere politico e lascia il nullo spazio alla democratizzazione vera della politica.
La possibilità di essere e sentirsi partecipi, senza necessariamente dover concorrere solo per appartenenze a correnti varie o chissà cos’altro, svanisce.
La capacità vera ed effettiva di presenza di nuovi soggetti, che desiderano di fatto dare una svolta a questa “deriva e a combinare la rotta”, a mio parere è purtroppo un’utopia, almeno qui da noi.
La mancanza di coesione, nella corsa comune per un unico obiettivo, disgregano e allontanano sempre più la politica dalla società civile.
I giovani, quelli anagraficamente giovani, non vengono resi partecipi, la politica in Italia è vecchia perché e’ governata da vecchi, che non sono disposti a lasciare il potere per fare posto alle nuove generazioni.
Le donne poi, come hai letto, difficilmente vengono considerate realmente per quanto deve spettare loro.
In Riviera del Brenta , a Mira, se non vogliamo lasciare sempre più ampio raggio di azione alla destra, c’è bisogno di stimoli, di credere, di innovamento, di dare una vera faccia a questa politica becera, abbandonata, vecchia, stanca e zoppicante.
Mi azzardo a fare una richiesta abbastanza fuori dalle righe, ma allo stato attuale delle cose sono convinta che solo la tua presenza qui, possa dare un senso più vero e possa essere di stimolo per credere ancora e veramente nella politica e nei grandi ideali, cosa che negli ultimi tempi sta diventando sempre più difficile.
Ringraziando per l’opportunità datami, sempre con la speranza che i grandi obbiettivi possano essere raggiungibili, ti auguro buon lavoro, nell’attesa di poterti incontrare presto qui da noi.
1 commento:
Intanto ringrazio per la squisita cortesia di essere stata gradita ospite nel mio blog. Quanto alla lettera che hai (posso usare il tu confidenziale?) scritto....beh, i tuoi dubbi, le tue perplessità sono anche le mie. Perplessità rese palesi dalla mia decisione di non "correre" nè per l'assemblea nazionale né per quella regionale chiamete a dare vita a quetso nuovo partito. Ora, però, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo. Sì lavoriamo insieme, al di là delle rispettive storie personali, perché anche qui, in questa nostra stupenda città, vi sia la capacità di far emergere le tante "teste pensanti" che un vecchio e stantio modo di fare politica rischia di cancellare per sempre. Questo dovrebbe essere l'impegno mio, tuo, dell'assessora e della consigliera che tu hai sostenuto. Di tutti quelli, insomma, che davvero hanno capito che una pagina è stata definitivamente chiusa e che ora ve n'é una, bianca, da riempire. Di contenuti, di idee, di proposte.
Grazie e buone feste
Davide Meggiato
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