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Il ritorno dal viaggio
Le 7,45, la chiave nel blocchetto d’accensione, basta un giro ed il motore s’avvia. Nel bagagliaio la valigia, carica del migliore guardaroba, un borsone da viaggio, con scarpe ed accessori utili per la breve vacanza.
L’estate mattutina è già carica di luce. Ha inizio così quel tempo desiderato, quello spazio di vita da regalarsi, il tempo del sé, nell’ardore di esserci e di fare. Le strade si aprono, il traffico dei vacanzieri agostani non disturba: sono molte centinaia di chilometri da percorrere, senza fretta, nel regalo di un viaggio che apre nuovi orizzonti, nuovi luoghi, nuove spazi, nuove speranze. Si parte per giungere alla meta, ma è il viaggio colui che ci conduce, è il viaggio lo spostamento vero che si muove in noi, e la magia di quello spazio-tempo è data dalla velocità di percorso, nella sua lentezza per inossidarlo ai nostri occhi, nell’ osservazione di ciò che si tramuta.
Vivo un intervallo, ogni aspettativa avrà un suo sapore, ogni gioia sarà benaccolta, ogni delusione lascerà un segno: tuttavia vivo, perché ho bisogno di farlo, per non accogliere solo passività, perché la vita non dev’essere solo avara, perché questo ritorno dal viaggio mi ha insegnato che i sogni, comunque vadano, si possono realizzare, solo e attraverso il loro cammino.
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