venerdì 23 settembre 2011

PASOLINI LEGGE EZRA POUND
Venezia, 1967






Quello che veramente ami non ti sara’ strappato
Quello che veramente ami e’ la tua vera eredita’
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d’inferno,
Quello che veramente ami e’ la tua vera eredita’
Strappa da te la vanita’, non fu l’uomo
che creò il coraggio, o l’ordine, o la grazia,
Strappa da te la vanita’, ti dico strappala
Cerca nel verde mondo quale sia il tuo luogo
Nella misura dell’invenzione, o nella vera abilita’ dell’artefice,
Strappa da te la vanita’,
Paquin strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza.
“Dominati, e gli altri ti sopporteranno”
Strappa da te la vanita’
Sei un cane bastonato sotto la grandine,
Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,
Meta’ nero meta’ bianco
Ne’ distingui un’ala da una coda
Strappa da te la vanita’
Come sono meschini i tuoi rancori
Nutriti di falsita’.
Strappa da te la vanita’,
Avido di distruggere, avaro di carita’,
Strappa da te la vanita’,
Ti dico strappala.
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non e’ vanita’
Avere, con discrezione, bussato
Perche’ un Blunt aprisse
Aver raccolto dal vento una tradizione viva
o da un bell’occhio antico la fiamma inviolata
Questa non e’ vanita’.
Perchè qui l’errore e’ in cio’che non si e’ fatto, nella diffidenza che fece esitare.

Ezra Pound, Canti pisani

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