L'ultimo brano da "IL LIBRO DELL'INQUIETUDINE" di F.PESSOA
Oggigiorno ogni uomo, la cui statura morale e il cui valore intellettuale non siano di un pigmeo o di una persona rozza, ama, quando ama di un amore romantico. L'amore romantico è l'ultimo prodotto di secoli e secoli di influenza cristiana; e, sia in relazione alla sostanza, che alla sequenza del suo sviluppo, lo si può far conoscere a chi non lo comprenda, paragonandolo ad una veste, o vestito, che l'anima o l'immaginazione confezionano per vestire le creature, che casualmente appaiono, e che lo spirito trovi adatto a loro.
Ma ogni vestito, poichè non è eterno, dura quel che dura: e in poco tempo, sotto la veste dell'ideale che ci siamo creati e che si lacera, emerge il corpo reale della persona umana a cui l'abbiamo fatto indossare.
L'amore romantico, quindi, è un percorso verso la disillusione. Non lo è, solo quando la disilllusione, accettandolo sin dall'inizio, decide di cambiare ideale costantemente, di tessere costantemente, nei laboratori dell'anima, nuovi vestiti con cui costantemente rinnovare l'aspetto della creatura vestita da essi.
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