Il Libro dell'inquietudine - F- Pessoa
Vivere è essere un altro. Non è possibile neppure sentire se oggi si sente come si è sentito ieri: sentire oggi la stessa cosa di ieri non è sentire: è ricordare oggi quello che si è sentito ieri, essere oggi il cadavere vivo di quello che ieri è stata la vita perduta.
Cancellare tutto del quadro da un giorno all’altro, essere nuovi ad ogni alba, in una perpetua rinnovata verginità dell’emozione: questo e solo questo, vale la pena di essere o di avere, per essere o avere quello che imperfettamente siamo.
Questa alba è la prima del mondo. Mai che questo colore rosa che ingiallisce in un bianco caldo si è posato così sulla facciata con cui il caseggiato a ponente fissa pieno di occhi di vetro il silenzio che arriva nella luce crescente. Mai c’è stata questa ora, né questa luce, né questo mio essere. Domani quello che sarà è un’altra cosa e quello che io vedo sarà visto da occhi ricomposti, colmi di una nuova visione.
Alti monti della città! Grandi architetture che trattenete ed elevate i ripidi pendii, avvallamenti di edifici ammassati in vari modi, che la luce tesse di ombre e incendi, siete oggi, siete io, perché vi vedo, siete quello che sarò domani, e vi amo dalla murata della nave che passa vicino ad un’altra nave e vi sono sconosciute nostalgie del passato.
3 commenti:
E' il momento di variare lettura, che ne dici?
Basi Carla
E' un periodo di riflessione nichilista che, comunque, credo, non nuoccia!
Sopportatemi se potete!
Domani quello che sarà è un’altra cosa e quello che io vedo sarà visto da occhi ricomposti, colmi di una nuova visione
... rileggila, riscrivila, rileggila ...
un bacio Elisa
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